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Sicuramente
uno dei punti più forti del GPL, che ne fa un carburante per
autotrazione di spicco nei piani anti-inquinamento europei (Italia,
Francia, Paesi Bassi, Austria
) e mondiali (USA, Giappone,
).
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Il GPL possiede per sua natura caratteristiche antidetonanti
proprie
(alto numero di ottani) e non necessita di piombo
o di altri additivi
cancerogeni come la benzina.
- Le emissioni di un'auto a GPL sono prive di particolati pesanti,
di benzene,
di zolfo e aldeidi, che sono fortemente cancerogeni
e sono presenti nei
carburanti ordinari.
- Il GPL è responsabile solamente in maniera minima alla
formazione dello smog
cittadino, che è causato principalmente
da polveri sottili (PM) e dalle emissioni
gassose di ossidi di azoto (NOx).
Queste sostanze sono infatti presenti in concentrazioni
estremamente ridotte
nelle emissioni delle auto a GPL rispetto a quelle delle
auto a gasolio e a benzina.
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Il
GPL non contribuisce allo smog fotochimico, responsabile
dell'alto
inquinamento estivo nelle nostre città.
Le molecole del propano, principale
costituente del GPL, sono molto stabili e quindi
non reattive in presenza di luce
solare.
- Il GPL non inquina nemmeno quando viene prodotto. E' una
miscela di gas
butano e propano presenti nei giacimenti di petrolio
o prodotti fatalmente dalla
raffinazione di quest'ultimo.
La sua produzione non genera inquinamento industriale
ed ha un doppio vantaggio ambientale: il GPL non recuperato
per l'utilizzo sarebbe inutilmente
bruciato in testa ai pozzi o nelle raffinerie.
Attualmente
anche l'Italia ha recepito le normative Europee che regolano i livelli
massimi di emissioni inquinanti di tutti i veicoli a motore, e la
totalità dei costruttori di impianti GPL hanno già
da tempo adeguato i propri sistemi per rientrare nei parametri Euro
3 (in vigore dal 1° gennaio 2001). Inoltre, nuovi sistemi sono
già pronti e testati per trasformare vetture a benzina odierne
in vetture che rispettano i criteri ecologici dell'omologazione
"Euro 4", che sarà obbligatoria a partire dal 2005).
("A tutto gas", Anno VIII, n°39, 1/2002)
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FONTE:
ANPA (Agenzia Nazionale Protezione Ambiente), con utilizzazione
del modello COPERT II (Computer Programme to Calculate Emissions
from Road Transport) dell'Agenzia Europea dell'Ambiente.
NB: Il modello COPERT, basandosi su criteri statistici, non
è in grado di valutare la motorizzazione a metano, vista
l'irrilevanza statistica del parco alimentato a metano in Europa.
Le stime riguardano auto rispondenti alla Direttiva Europea
94/12/CE, esclusa quella alimentata e benzina super.
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